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“I did not like to be touched, but it was a strange dislike. I did not like to be touched because I craved it too much. I wanted to be held very tight so I would not break.”
Wasted: A Memoir of Anorexia and Bulimia, Marya Hornbacher
Fin dall'infanzia aveva coltivato il desiderio di morire, di togliersi la vita, come si suol dire, però non si era mai concentrato su questo desiderio fino al limite estremo. Non era riuscito a rassegnarsi al fatto di essere stato partorito in un mondo che in sostanza e fin dall'inizio lo aveva sempre disgustato in tutto e per tutto. Poi era cresciuto ed aveva creduto di poter uccidere in sé questo desiderio, pensava che esso ad un tratto sarebbe svanito, invece questo desiderio era diventato di anno in anno più intenso, anche se, così lui, l'intensità e la concentrazione su questo desiderio non erano giunte al limite estremo. La mia inesauribile curiosità ha impedito il mio suicidio, così lui, pensai. Noi non perdoniamo al padre di averci fatti, alla madre di averci gettati nel mondo e alla sorella di essere la perpetua testimone della nostra infelicità. Esistere, in sostanza, non significa nient'altro che questo: essere disperati, così lui. Mi alzo, penso con ribrezzo a me stesso e tutto ciò che mi aspetta mi fa orrore. Mi sdraio sul letto, non desidero nient'altro che morire, non svegliarmi più, poi invece mi risveglio e l'orrendo processo si ripete, seguita a ripetersi per cinquant'anni, così lui. Pensare che per cinquant'anni non abbiamo nessun altro desiderio se non quello di essere morti, eppure seguitiamo a vivere e non possiamo farci niente perché siamo incoerenti da cima a fondo, così lui. Perché siamo la meschinità in sé, l'abiezione in sé. [...] Non abbiamo talento esistenziale. [...] Non siamo neanche capaci di vivere, non siamo in grado di esistere, giacché in verità non esistiamo, ma piuttosto veniamo esistiti!
Thomas Bernhard, Il soccombente
“If I find in myself desires which nothing in this world can satisfy, the only logical explanation is that I was made for another world.”
— C.S. Lewis (via larmoyante)